Ai sensi dell’art. 3, comma 34 del D.Lgs. n. 163/2006 la Centrale di Committenza è un’amministrazione aggiudicatrice che «acquista forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori, o aggiudica appalti pubblici o conclude accordi quadro di lavori, forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori». La nuova Direttiva Appalti 2014/24/UE all’art. 2, paragrafo 1, punto 16 precisa inoltre che la Centrale può anche fornire servizi di committenza ausiliaria. Pertanto possono rivestire tale ruolo, in via diretta o più verosimilmente tramite proprie strutture appositamente costituite, «lo Stato, le autorità regionali o locali, gli organismi di diritto pubblico o le associazioni costituite da uno o più di tali autorità o da uno o più di tali organismi di diritto pubblico».

Ai sensi dell’art. 33, comma 3-bis del D.Lgs. n. 163/2006, riformulato dall’art. 9 del DL n. 66/2014, convertito in legge n. 89/2014 sono soggetti all’obbligo di ricorso alla centralizzazione tutti i Comuni non capoluogo e non più soltanto i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. Per ottemperare all’obbligo i Comuni possono procedere a espletare le procedure di acquisizione di lavori, beni e servizi «nell'ambito delle unioni dei comuni, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province». Limitatamente all’acquisizione di beni e servizi gli stessi Comuni possono fare ricorso agli «strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento».